Associazione Culturale 'INTRECCI' 

 

                                                                                                  

    

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Cerebrolesi: l'imperfezione della perfezione

 

"La parola cerebrolesi mi ha sempre creato problemi…, mi ha messo nella condizione di sentirmi inadeguata, impotente, incapace di comprendere il mistero di quelle vite "inutili" in una società che sa solo correre verso la felicità e il successo. Sentivo quasi un senso di ripulsa fisica, una paura ancestrale verso queste persone che sentivo diverse e con cui non riuscivo a mettermi in contatto…"(dalla tesi di Clara Rossi operatrice in terapia craniosacrale).  Ho iniziato questo articolo con le parole di Clara che è stata una preziosa allieva del nostro Istituto, perché questo era anche il mio sentimento: l'impotenza. Ma quando ho iniziato a "toccare la loro anima" questo sentimento si è trasformato in gratitudine. Sulle reali cause di questa patologia, di cui l'Autismo rappresenta per me una sfida, credo in tutta onestà che nessuno, ad oggi, sia in grado e autorizzato a dare delle verità assolute. Esistono diverse supposizioni, alcune delle quali hanno trovato conferme; come i danni causato dalle vaccinazioni fatte in età dove l'organismo non era in grado attraverso le proprie autodifese a fronteggiare gli eventuali danni. (vedi "Autismo" dott. Montanari).

"…La scienza che studia le cause di queste malformazioni è la Teratologia, dal greco teratos:mostro) che segue alcuni principi base sulle eventuali cause (Wilsom 1959):

" 1 - La sensibilità a fattori teratogeni dipende dal genotipo del concepito e dalla modalità con cui tale composizione genetica interagisce con l'ambiente. Il genoma materno è anch'esso importante in riferimento al metabolismo dei farmaci, alla resistenza alle infezioni, ed ad altri processi biochimici e molecolari che agiranno sul prodotto del concepimento.

 2 - La sensibilità ai teratogeni varia con lo stadio di sviluppo all'epoca della esposizione. Il periodo più sensibile per la produzione di difetti va dalla terza all'ottava settimana di gestazione, cioè il periodo dell'embriogenesi. Ciascun apparato può avere uno o più stadi di sensibilità, inoltre possono essere indotti anche prima o dopo questo periodo, cosicchè nessuno stadio dello sviluppo è completamente sicuro.

 3 - Le manifestazioni delle anomalie di sviluppo dipendono dalla dose e dalla durata dell'esposizione al teratogeno.

 4 - I teratogeni agiscono secondo modalità specifiche sulle cellule e sui tessuti che si stanno sviluppando per avviare un'embriogenesi anomala.

 5 - Le manifestazioni delle anomalie di sviluppo sono la morte, le malformazioni, il ritardo di accrescimento e i disordini funzionali. (Embriologia medica di Langman, pag. 147)"

Le malformazioni congenite sono causate per il 15% da fattori endogeni o genetici quali anomalie cromosomiche e mutazioni genetiche, il 10% da fattori esogeni o ambientali, il 20-25% da una conbinazione di fattori genetici ed ambientali (multifattoriali) e per il 40-60% da cause che, nonostante studi avanzati, sono tuttora sconosciute.  Io ritengo che non tutto può essere spiegato  a livello scientifico, queste anime ci stanno insegnando veramente tanto e dal loro sacrificio parte l'impegno della nostra ricerca. Le anomalie cromosomiche sono fonti di importanti malformazioni causate dalla presenza di un cromosoma extranumerario come la Trisomia 21 o Sindrome di Down, La Trisomia 18, la trisomia 13 e la Trisomia 8.  I fattori

 

ambientali che negli ultimi cinquantanni sono stati presi in considerazione per gli effetti che hanno sia sull'embrione che sul feto sono: gli agenti infettivi quali la rosolia, il citomegalovirus, il virus dell'Herpes simplex, la varicella, le inferioni virali, la toxoplasmosi, la sifilide, etc…; le cause tossiche familiari come il tabagismo, , l'alcolismo, la tossicodipendenza, la tossicosi gravida; i farmaci quali il talidomide, l'anticoagulante warfarina, alcuni depressivi, alcuni antipsicogeni ed ansiolotici, gli antiepilettici, molti chemioterapici, i vaccini, il diabete; le radiazioni ionizzanti ed i fattori chimici ambientali.

A seconda del periodo in cui agiscono questi fattori possiamo vedere come tra la terza e la settima settimana vengano colpiti soprattutto il cervello, l'occhio e il cuore; fra la quinta e la decima settimana, gli arti, i denti e le labbra; tra l'ottava e la dodicesima l'orecchio, il cavo orale, il tubo digerente ed i genitali esterni, verso la fine del secondo  trimestre rimane elettivamente compromesso il sistema nervoso centrale che si trova nella fase di massima crescita.

Questo evidenzia quanto fragile e nello stesso tempo quanto forte sia l'essere umano nella sua voglia di vivere e di incarnarsi se si considera che una semplice sauna fatta da una donna sana che non sa di essere incinta, può causare una forte ipertemia e quindi arrecare danno ad un minuscolo embrione che già sta mettendo le basi per il suo cervello, il cuore, per l'orecchio, per l'occhio…"

Quando ho iniziato ad occuparmi di cerebrolesi credevo fosse un caso, ma non lo era; credo che il mio sé avesse voluto essere testimone di quel mondo dove la vita scorre all'interno di un corpo considerato imperfetto ma capace della massima perfezione e della sua autentica specialità. Nel mio lavoro tratto casi di diversa natura; una disfunzione del sistema craniosacrale  coinvolge il Sistema muscoloscheletrico, Il sistema Linfatico, Ormonale , Il Sistema Nervoso Centrale, Simpatico, Parasimpatico e Neurovegetativo. Così poco a poco ho iniziato a vedere piccoli cambiamenti, piccoli segni attraverso i quali i bambini comunicavano e sentivano. Ma trattare un bambino cerebroleso comporta diverse difficoltà: devono essere rassicurati, lo spazio deve rappresentare per loro un luogo di estrema tranquillità, i genitori devono essere presenti al trattamento rassicurandolo attraverso la loro presenza, i suoni esterni devono avere vibrazioni e modulazioni equilibrate(una sola nota stonata è per loro sintomo di pericolo). Le mani del terapista devono essere neutrali e allo stesso tempo rassicuranti. A volte per avere il permesso da parte del bambino ad essere toccato occorre aspettare molto tempo. I bambini cerebrolesi hanno costantemente necessità di attenzione, alcuni genitori  sono così affaticati che durante il trattamento si addormentano sul mio divanetto. Nei casi di bambini ipercinetici  ho potuto verificare che la compressione della regione occipitale dovuta alla posizione assunta dal feto nell'utero materno o dallo schiacciamento dei condili durante l'espulsione al momento del parto, procurano al bambino disturbi comportamentali e di apprendimento mantenendolo costantemente in tensione nervosa. Quando decomprimo questa zona il bambino si rilassa e in alcuni casi si addormenta, mentre ho potuto verificare che nei casi di autismo il cranio del bambino si presenta poco flessibile, spesso con lesione in estensione (stretto e lungo), le ossa parietali e temporali sono in rotazione interna, quindi non hanno movimento di flesso-estensione regolare, evidentemente le

membrane a tensione reciproca del cranio sono contratte e rigide.  Si avverte una sofferenza, i bambini non amano essere toccati nel cranio, si irrigidiscono, occorre molta pazienza per ottenere la loro fiducia.  Questa rigidità craniale può dare vita ad un atteggiamento ripetitivo e ossessivo che troviamo nei casi di autismo: la ripetizione caotica di un gesto per esempio o di un suono. Anche le regioni occipitale e sfenobasilare  si presentano compresse. Nel mio lavoro tratto per alcuni cicli il canale durale, il sistema delle membrane intracraniche, il palato duro e l'osso sacro. In questo periodo ho maturato la convinzione che anche i genitori possono imparare alcune tecniche craniosacrali ed essere psicologicamente e fisicamente più indipendenti dalla figura del terapista. Il bambino cerebroleso ha bisogno di costanti cure e in questo modo i genitori possono avere maggiori strumenti per arginare il più possibile il disagio aiutando il loro bambino, questo anche nei casi di epilessia. Così l'Istituto per le Terapie CranioSacrali  organizza corsi base per quei genitori che desiderano apprendere queste tecniche. Io credo che uniti si possa realmente ottenere dei risultati e soprattutto un contatto che attraverso il corpo vada oltre il corpo a prendere le risorse necessarie là dove la prefezione è incontaminata.

Ringrazio il mio collega Maderu Pincione per avermi incoraggiata in questo percorso e il Dott. Montanari per la fiducia rivolta al nostro Istituto, ma un ringraziamento particolare va a quelle anime speciali che hanno veramente e autenticamente tanto da insegnarci.

"La salute nel paziente non può ammalarsi o morire, non la puoi  uccidere .Essa è trascendente, quindi ciò che possiamo fare è aiutare la vita ad entrare in equilibrio nel modo in cui le è più consono…curare non significa eliminare i sintomi. Riguarda una completezza dell'individuo" (Jim Jealus)

 

                                                                                                  Manuela Tonini

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