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FARE ZAZEN
Come creare il nostro Dojo
La nostra immagine Lo Zen non ha immagini da adorare, ma ciò non toglie che un piccolo altare può aiutarci ad entrare meglio nella meditazione, basta un tavolino sul quale metteremo al centro una statua del Buddha. Un grande maestro Zen aveva messo sull’altare solo un filo d’erba a rappresentare la realizzazione dell’universo, anche voi se non vi sentite di mettere statue o raffigurazioni del Buddha potete mettere un fiore o qualsiasi cosa che per voi rappresenti L’Universo. La statua del Buddha sugli altari ha due significati: prima di tutto di reverenza per il fondatore del Buddismo per chi ha iniziato la Via. E’ grazie a Lui se anche voi siete li seduti a meditare e praticare Zen. L’altro significato della statua del Buddha è che rappresenta
l’Illuminazione, Buddha significa chi si è risvegliato, la realizzazione
dell’Essere. Tutti sono dei Buddha, solo che dobbiamo ancora
riscoprirlo: la statua rappresenta la realizzazione a cui tendiamo, è lì
sull’altare e testimonia che per tutti è possibile arrivare a questa
realizzazione, risvegliarci alla Verità del nostro essere, e riscoprire chi
siamo Veramente. ![]() I fiori La natura è il nostro corpo A fianco della statua del Buddha mettete dei fiori freschi, basta anche un solo fiore ma deve essere sempre fresco. Il fiore fresco è un omaggio alla nostra pratica e al nostro impegno, rappresenta la vita del creato dell’universo. Mettendo un fiore sull’altare, offritelo al Buddha e a tutti gli esseri: non si tratta di un abbellimento estetico, ma della natura viva che pulsa alla quale voi siete collegato, della quale voi fate parte, perciò un fiore o una pianta deve essere curata con atteggiamento d’amore verso la vita che rappresenta. Naturalmente quest’atteggiamento di cura e amore deve essere esteso a tutta la natura: piante, fiumi laghi, mari, montagne, pianure si dice nello zen che sono la voce del Buddha, cioè sono il vostro grande essere esteso. Noi non siamo solo questo piccolo corpo, ma l’intero universo è il nostro corpo, perciò dobbiamo amare e rispettare tutta la natura. Mettete il fiore nell’acqua fresca che cambierete ogni giorno. L’acqua fresca è la purezza, la trasparenza del vostro essere, la sorgente di vita, è sempre pura come la nostra mente originaria e da vita al fiore della nostra vita. Mettendo i fiori sull’altare recitiamo queste parole:
Offro questi fragranti fiori simbolo
dell’universo
a tutti gli esseri realizzati e a tutti gli uomini, affinché possano comprendere e realizzare la loro vera natura. Poi fate Gassho e rimanete un minuto in silenzio meditativo per dare vita all’offerta che avete fatto, perché non sia un gesto vuoto. ![]() L’incenso L’offerta della nostra pratica In tutti i luoghi sacri si brucia incenso. Sedendovi in Zazen accendete un bastoncino d’incenso, scegliete la fragranza che preferite ma riservate quegli incensi solo ed esclusivamente per la meditazione. L’incenso non deve servire per profumare l’ambiente, quella è una conseguenza, l’incenso rappresenta la vostra realizzazione che si mette a disposizione di tutti gli uomini, di tutto l’universo, il profumo dell’incenso si diffonde nell’aria della vostra stanza, della vostra casa, della vostra città, del vostro paese e del mondo intero, Cosi la vostra realizzazione sia essa piccola o grande è offerta a tutti. Si dice che l’incenso abbia i seguenti vantaggi:
Offro questo incenso simbolo della mente
risvegliata
a tutti gli esseri realizzati e a tutti gli uomini, affinché la mia pratica sia di beneficio per tutti. Poi fate Gassho e rimanete un minuto in silenzio meditativo per dare vita all’offerta che avete fatto, perché non sia un gesto vuoto. La campana La voce del Buddha ![]() Accanto al vostro posto di Zazen, o sull’altare, ponete una campana. Oggi non è difficile trovare belle campane ad esempio di provenienza dal Tibet o dalla Thailandia: anche una piccola campanella andrà bene. Prima della meditazione offrite i fiori e l’incenso e suonate un colpo di campana per inviare le vostre offerte. La campana rappresenta la voce del Buddha, vale a dire la realizzazione che si diffonde tra tutti gli esseri. Anche quando vi sedete in meditazione, prima di iniziare suonate tre volte la campana e quando terminate una sola volta. Segnali che indicano una meditazione non corretta Questi sotto elencati sono alcuni dei segnali che indicano che la vostra pratica non è corretta e come rimediare. Dolore fisico Sedendovi per i primi tempi in Zazen, può insorgere un leggero indolenzimento alle gambe o alla schiena che scomparirà mano a mano che il corpo si abituerà alle posture di meditazione, ma se il dolore è forte e persiste questi sono alcuni dei rimedi.
Stanchezza e sonnolenza Per la maggioranza delle persone sedersi in zazen dopo una giornata di intenso lavoro è il modo migliore per ristorarsi, ma non per tutti. Alcune persone hanno bisogno di scaricare le tensioni accumulate facendo movimento. Il rimedio, se possibile, è fare una bella camminata, anche solo il giro dell’isolato di casa vostra con ritmo calmo da passeggio, oppure rimandare ad altri momenti lo Zazen. Potete anche alzarvi dalla meditazione e lavarvi il viso con acqua fresca, oppure decidere di trovare uno spazio di tempo differente durante la giornata: se fate zazen di sera cambiate con la mattina e viceversa se lo fate di mattino. Paura Alle volte durante zazen ci assale una senso di paura ingiustificata; spesso è la nostra mente che ha paura di lasciarsi andare, perché non conosce ancora che cosa di nuovo subentrerà ai vecchi schemi. Per tutti il cambiamento è un momento difficile e porta con se la paura del nuovo: dobbiamo imparare ad accettarla come nostra, non rifiutarla. Significa che qualcosa sta veramente cambiando, è un buon segnale. Il rimedio è approfondire ancora di più la pratica, quando la nostra mente vedrà che il cambiamento è verso una condizione migliore, quando riscontreremo che nella vita di tutti i giorni lo zazen inizia a portare chiarezza e serenità, la paura diminuirà sino a scomparire. Visioni inquietanti Makko Nello Zazen le visioni inquietanti si chiamano Makko. Tutti hanno nel fondo del nostro essere un lato oscuro che spesso durante la meditazione emerge, può prendere forma di visione terrificante e spaventarci. Il rimedio è accettare anche i nostri lati più oscuri, sicuri che con la pratica li miglioreremo sino ad eliminarli. Concentriamoci sul conteggio dei respiri o sul Koan così la mente sarà occupata in altro. Nervosismo e irritabilità durante il giorno Può essere che la vostra meditazione sia in una fase cruciale, e vediate tutte le cose come un ostacolo alla serenità che invece percepite durante Zazen, significa che inconsciamente vedete la vostra vita separata dalla meditazione. Il rimedio è cogliere ogni momento della vita come pratica anche i momenti difficili, agitati e stressanti: affrontarli con maggior distacco, che non significa una minor consapevolezza, ma al contrario può servirvi per vederli nella loro giusta posizione rispetto alla vostra vita che cambia. Ancora una volta il rimedio gusto è una maggiore accettazione di voi stessi e del cambiamento che state attuando. Segnali che indicano una meditazione corretta Se dalle sedute di Zazen trovate questi benefici, è sicuramente indice che state facendo progressi.
Ognuno di noi è in grado di percepire i segnali giusti che la pratica porta alla nostra vita, basta che si ascolti e si osservi: non mancheranno.
Antico stagno:
una
rana vi si getta, suono d’acqua. tratto da www.monasterozen.it |
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