Associazione Culturale 'INTRECCI' 

 

                                                                                                  

    

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FARE ZAZEN

Come creare il nostro Dojo
Qualsiasi luogo può diventare un Dojo dipende dall’atteggiamento con cui lo viviamo.
Dojo significa Do = Via: (è un ideogramma differente dal Do di Zendo), e Jo posto, luogo.
Per meditare dobbiamo innanzitutto trovare un luogo adatto dove sederci, che eleggeremo a Dojo, perché se è vero che si può meditare in ogni luogo e anche in piedi, la meditazione Zazen richiede un luogo tranquillo; come consigliava il Maestro Dogen fondatore della scuola Soto zen nel suo testo “Consigli allo Zazen” - Un luogo silenzioso che non sia né troppo caldo né troppo freddo.
Troviamo nella nostra casa un luogo tranquillo: la stanza da letto, la sala,  il corridoio. Quando ho iniziato zazen, meditavo nella stanza da bagno perché era il luogo più sgombro da mobili e oggetti che potessero distrarmi. Scegliamo uno spazio che ha un muro libero davanti a noi e dove non veniamo disturbati. Cerchiamo di creare una sorta d’isolamento temporaneo con l’esterno staccando i telefoni, spegnendo i cellulari e ogni musica. La musica per un certo aspetto rilassa una parte della nostra mente, ma  distoglie  l’attenzione su noi stessi, attenzione necessaria per sviluppare una buona concentrazione e consapevolezza. Nella meditazione il fattore decisivo e irrinunciabile è l'attenzione. L'attenzione sulla respirazione, l'attenzione sulla nostra mente, l’attenzione a tutto ciò che accade durante la meditazione. L'attenzione è uno dei metodi più diffusi e noti per raggiungere sollecitamente lo stato meditativo; l’attenzione è dopo la postura, la porta alla meditazione Zazen.
E’ importante che ci curiamo di mantenere sempre pulito e  libero il luogo scelto per la meditazione, e se lo spazio lo consente possiamo creare un piccolo altare.
bulletLa nostra immagine
bulletI fiori
bulletL'incenso
bulletLa Campana
bulletRiepilogo per punti della meditazione
bulletSegnali che indicano una meditazione non corretta
bulletSegnali che indicano una meditazione corretta

La nostra immagine
Lo Zen non ha immagini da adorare, ma ciò non toglie che un piccolo altare può aiutarci ad entrare meglio nella meditazione, basta un tavolino sul quale metteremo al centro una statua del Buddha. Un grande maestro Zen aveva messo sull’altare solo un filo d’erba a rappresentare la realizzazione dell’universo, anche voi se non vi sentite di mettere statue o raffigurazioni del Buddha potete mettere un fiore o qualsiasi cosa che per voi rappresenti L’Universo.

La statua del Buddha sugli altari ha due significati: prima di tutto di reverenza per il fondatore del Buddismo per chi ha iniziato la Via. E’ grazie a Lui se anche voi siete li seduti a meditare e praticare Zen. 

L’altro significato della statua del Buddha è che rappresenta l’Illuminazione, Buddha significa chi si è risvegliato, la realizzazione dell’Essere.  Tutti sono dei Buddha, solo che dobbiamo ancora riscoprirlo: la statua rappresenta la realizzazione a cui tendiamo, è lì sull’altare e  testimonia che per tutti è possibile arrivare a questa realizzazione, risvegliarci alla Verità del nostro essere, e riscoprire chi siamo Veramente.

statua Buddha

I fiori
La natura è il nostro corpo
A fianco della statua del Buddha mettete dei fiori freschi, basta anche un solo fiore ma deve essere sempre fresco. Il fiore fresco è un omaggio alla nostra pratica e al nostro impegno, rappresenta la vita del creato dell’universo. Mettendo un fiore sull’altare, offritelo al Buddha e a tutti gli esseri: non si tratta di un abbellimento estetico, ma della natura viva che pulsa alla quale voi siete collegato, della quale voi fate parte, perciò un fiore o una pianta deve essere curata con atteggiamento d’amore verso la vita che rappresenta. Naturalmente quest’atteggiamento di cura e amore deve essere esteso a tutta la natura: piante, fiumi laghi, mari, montagne, pianure  si dice nello zen che sono la voce del Buddha, cioè sono il vostro grande essere esteso. Noi non siamo solo questo piccolo corpo, ma l’intero universo è il nostro corpo, perciò dobbiamo amare e rispettare tutta la natura.
Mettete il fiore nell’acqua fresca che cambierete ogni giorno. L’acqua fresca è la purezza, la trasparenza del vostro essere, la sorgente di vita, è sempre pura come la nostra mente originaria e da vita al fiore della nostra vita.
Mettendo i fiori sull’altare recitiamo queste parole:


Offro questi fragranti fiori  simbolo dell’universo
a tutti gli esseri realizzati e a tutti gli uomini,
affinché possano comprendere e realizzare la loro vera natura.

Poi fate Gassho e rimanete un minuto in silenzio meditativo per dare vita all’offerta che avete fatto, perché non sia un gesto vuoto.
casa zazen

L’incenso
L’offerta della nostra pratica
In tutti i luoghi sacri si brucia incenso. Sedendovi in Zazen accendete un bastoncino d’incenso, scegliete la fragranza che preferite ma riservate quegli incensi solo ed esclusivamente per la meditazione. L’incenso non deve servire per profumare l’ambiente,  quella  è una conseguenza, l’incenso rappresenta la vostra realizzazione che si mette a disposizione di tutti gli uomini, di tutto l’universo, il profumo dell’incenso si diffonde nell’aria della vostra stanza, della vostra casa, della vostra città, del vostro paese e del mondo intero, Cosi la vostra realizzazione sia essa piccola o grande è offerta a tutti. Si dice che  l’incenso abbia i seguenti vantaggi:
  1. Apre la mente all’assoluto
  2. Purifica la mente
  3. La libera dalle impurità del mondo
  4. La sveglia
  5. La incoraggia nei momenti di solitudine
  6. La libera quando è troppo occupata
  7. Ci mette in relazione con l’universo
Accendendo l’incenso teniamolo tra le mani in Gassho e recitiamo queste parole. Poi poniamolo sull’altare ai piedi del Buddha.

Offro questo incenso simbolo della mente risvegliata
a tutti gli esseri realizzati e a tutti gli uomini,
affinché la mia pratica sia di beneficio per tutti.

Poi fate Gassho e rimanete un minuto in silenzio meditativo per dare vita all’offerta che avete fatto, perché non sia un gesto vuoto.

La campana
La voce del Buddha
campana

Accanto al vostro posto di Zazen, o sull’altare, ponete una campana. Oggi non è difficile trovare belle campane ad esempio di provenienza dal Tibet o dalla Thailandia:  anche una piccola campanella andrà bene. Prima della meditazione offrite i fiori e l’incenso e suonate un colpo di campana per inviare le vostre offerte. La campana rappresenta la voce del Buddha, vale a dire la realizzazione che si diffonde tra tutti gli esseri. Anche quando vi sedete in meditazione, prima di iniziare suonate tre volte la campana e quando terminate una sola volta.

Riepilogo per punti della meditazione
 I. Il luogo
  1. Trovare un luogo tranquillo
  2. Sistemare un piccolo altare o almeno uno spazio per l’incensiere
  3. Accendere l’incenso
  4. Suonare tre colpi di campana
 II. La postura
  5. Sedersi con il bacino stabile e le gambe incrociate al meglio delle nostre possibilità
  6. Pressione leggera del bacino verso il suolo per provare una sensazione di radicamento
  7. Le ginocchia possibilmente situate alla stessa altezza
  8. La colonna verticalizzata, la regione lombare leggermente spinta in avanti
  9. Le scapole e le spalle abbassate
10. La nuca leggermente rientrata senza tensione per estendere le cervicali
11. La sommità del cranio allungata dolcemente verso l’alto
12. La lingua tocca i denti davanti
13. Il viso sereno
14. Le braccia in grembo
 III. Le mani
15. Le mani con i palmi rivolto verso l’alto la sinistra appoggiata sulla destra
16. I pollici si sfiorano con la punta formando un ovale
 IV. L’inizio
17. Inspirare profondamente
18. Espirare lentamente e profondamente
19. Mantenere la postura del corpo immobile, senza rigidità e senza tensioni
 V. Le tecniche Meditative
  1. Zazen Shikantaza
Il puro essere
  2. Zazen Koan se si ha un Koan ricevuto dal Maestro
Aprirsi al cuore dell’esperienza
 VI. Il tempo
Rimanete seduti per le prime sedute di Zazen quindici minuti circa,
poi con la pratica  allungate il tempo della seduta a venti minuti
e in seguito tutto il tempo che volete.
 VII. Quando praticare Zazen
 Il tempo migliore è la mattina, se non siete soli in casa, alzatevi quando gli altri dormono così da non disturbare e non essere disturbati.
Se non riuscite a meditare la mattina, meditate prima di coricarvi la sera, ma rinfrescatevi un po’ prima di iniziare, per evitare d’essere facili prede del sonno.
Prima di Zazen evitate di mangiare molto o lasciate trascorrere il tempo per la digestione.
 

Segnali che indicano una meditazione non corretta
Questi  sotto elencati sono alcuni  dei segnali che indicano che la vostra pratica non è corretta e come rimediare.

Dolore fisico
Sedendovi per i primi tempi in Zazen, può insorgere  un leggero indolenzimento alle gambe o alla schiena che scomparirà mano a mano che il corpo si abituerà alle posture di meditazione, ma se il dolore è forte e persiste questi sono alcuni dei rimedi.
bulletPer la schiena: controllare la posizione che sia ben allungata verso l’alto, che la zona lombare spinga bene in avanti ma senza tensione.
bulletPer le gambe: cambiare posizione adottando un’altra di quelle suggerite, o alternarle.

Stanchezza e sonnolenza
Per la maggioranza delle persone sedersi in zazen dopo una giornata di intenso lavoro è il modo migliore per ristorarsi, ma non per tutti. Alcune persone hanno bisogno di scaricare le tensioni accumulate facendo movimento.

Il rimedio, se possibile, è fare una bella camminata, anche solo il giro dell’isolato di casa vostra con ritmo calmo da passeggio, oppure rimandare ad altri momenti lo Zazen.

Potete anche alzarvi dalla meditazione e lavarvi il viso con acqua fresca, oppure decidere di trovare uno spazio di tempo differente  durante la giornata: se fate zazen di sera cambiate con la mattina e viceversa se lo fate di mattino.

Paura
Alle volte durante zazen ci assale una senso di paura ingiustificata; spesso è la nostra mente che ha paura di lasciarsi andare, perché non conosce ancora che cosa di nuovo subentrerà ai vecchi schemi. Per tutti il cambiamento è un momento difficile e porta con se la paura del nuovo: dobbiamo imparare ad accettarla come nostra, non rifiutarla. Significa che qualcosa sta veramente cambiando, è un buon segnale.

Il rimedio è approfondire ancora di più la pratica, quando la nostra mente vedrà che il cambiamento è verso una condizione migliore, quando riscontreremo che nella vita di tutti i giorni lo zazen inizia a portare chiarezza e serenità, la paura diminuirà sino a scomparire.

Visioni inquietanti Makko
Nello Zazen le visioni inquietanti si chiamano Makko. Tutti hanno nel fondo del nostro essere un lato oscuro che spesso durante la meditazione emerge,  può prendere forma di visione terrificante e spaventarci.

Il rimedio è accettare anche i nostri lati più oscuri, sicuri che con la pratica li miglioreremo sino ad eliminarli. Concentriamoci sul conteggio dei respiri o sul Koan  così la mente sarà occupata in altro.

Nervosismo  e  irritabilità durante il giorno
Può essere che la vostra meditazione sia in una fase cruciale, e vediate tutte le cose come un ostacolo alla serenità che invece percepite durante Zazen, significa che inconsciamente vedete la vostra vita separata dalla meditazione.

Il rimedio è cogliere ogni momento della vita come pratica anche i momenti difficili, agitati e stressanti: affrontarli con maggior distacco,  che non significa una minor consapevolezza, ma al contrario  può servirvi per vederli nella loro giusta posizione rispetto alla vostra vita che cambia. Ancora una volta il rimedio gusto è una maggiore accettazione di voi stessi e del cambiamento che state attuando.

Segnali che indicano una meditazione corretta
Se dalle sedute di Zazen trovate questi benefici, è sicuramente indice che state facendo progressi.
bulletEssere più rilassati fisicamente e mentalmente.
bulletProvare un senso di pace interiore durante Zazen e nella vita di tutti i giorni.
bulletEssere più premurosi verso il prossimo.
bulletEssere capaci di concentrarvi maggiormente, anche nelle cose che non ritenete moto i importanti.
bulletI vostri desideri diventano più essenziali.
bulletVi sentite uno con tutti   gli esseri e parte dell’universo.
bulletTutta la vita vi sembra abbia una sensazione di nuovo, come se non l’aveste mai vissuta prima, anche le cose che ripetete quotidianamente da anni vi appaiono sotto una luce diversa, più illuminante, e riuscite ad affrontarle con maggior chiarezza.
Naturalmente sono tantissimi altri i segnali che vi diranno che la vostra pratica sta fiorendo.
Ognuno di noi è in grado di percepire i segnali giusti che la pratica porta alla nostra vita, basta che si ascolti e si osservi: non mancheranno.



Antico stagno:

una rana vi si getta,

suono d’acqua.

tratto da www.monasterozen.it

 

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